La cannabis medica, quel cavallo di Troia che porta la legalizzazione della marijuana in tanti Paesi, e quel trattamento richiesto da migliaia di pazienti che hanno trovato nei cannabinoidi un sollievo senza precedenti. In Spagna si sente spesso dire che la coltivazione di cannabis medica è legale, o che la cannabis consumata come medicinale è una varietà che non fa sballare, ma non è così. Una grande disinformazione circonda la cannabis medica e la sua legalizzazione. In questo articolo cerchiamo di rispondere alle domande su che cos’è la cannabis medica e sul suo status giuridico in Spagna e in Europa.
Gli usi della cannabis medica
Gli usi della cannabis medica sono numerosissimi e dipendono dai cannabinoidi consumati dai pazienti (CBD, THC o CBG, tra gli altri), dalla modalità di consumo (tinture, vaporizzazione, uso topico od oli, tra gli altri) e dalla dose di tali cannabinoidi. Si commette spesso l’errore di dire che la cannabis medica sia legata esclusivamente al CBD, ma è falso, perché il cannabidiolo non è l’unico cannabinoide con proprietà terapeutiche. Elenchiamo, a grandi linee, gli usi più comuni della cannabis medica in base alle proprietà dei due cannabinoidi più studiati clinicamente, il THC e il CBD.
Usi medici del cannabinoide CBD
Il CBD, il cui nome scientifico è cannabidiolo, è il cannabinoide che ha rivoluzionato la percezione della marijuana per l’assenza di effetti psicotropi (non fa sballare) e per le sue applicazioni comprovate contro diversi tipi di epilessia. Il CBD ha del resto fatto un ingresso clamoroso sulla scena grazie al trattamento riuscito di una bambina statunitense, Charlotte Figi, affetta da una rara epilessia refrattaria le cui crisi sono diminuite in modo spettacolare dopo che i genitori le hanno fatto seguire un trattamento a base di olio di CBD. Da allora, e da quando lo scienziato Raphael Mechoulam ha isolato il cannabinoide e studiato gli effetti del cannabidiolo nei bambini epilettici, molti bambini hanno seguito con successo trattamenti analoghi. Ma queste proprietà anticonvulsivanti non sono gli unici benefici del CBD. Quali altri benefici gli vengono attribuiti? Li illustriamo di seguito.
Proprietà medicinali del CBD:
- Anticonvulsivante
- Neuroprotettivo
- Antinfiammatorio
- Ansiolitico
- Miorilassante
- Immunomodulatore
- Antiossidante
- Antitumorale
- Rilassante
In base a queste proprietà, ecco le malattie o i disturbi per i quali si fa un uso medico della cannabis ricca di CBD:
- Epilessia
- Malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson o di Alzheimer
- Malattie infiammatorie come l’artrite, la rettocolite ulcerosa o il morbo di Crohn
- Dolori occasionali
- Problemi o contratture muscolari
- Cancro, infezioni o altre malattie legate alla stimolazione o alla depressione del sistema immunitario
- Malattie cardiovascolari
- Trattamenti antitumorali
- Ansia
Usi medici del cannabinoide THC
Il THC, il cui nome scientifico è tetraidrocannabinolo, è il cannabinoide più controverso. È controllato dalle Nazioni Unite a causa dei suoi effetti psicoattivi, ma ciò non significa che sia privo di proprietà terapeutiche. Il suo uso medico si complica tuttavia se, per trarne i benefici, il paziente deve fare i conti con la psicoattività della sostanza e con altri effetti talvolta sgradevoli, come stanchezza, secchezza delle fauci o sonnolenza. Questi inconvenienti possono essere compensati dal consumo simultaneo di cannabidiolo, che è antagonista del THC e ne riduce gli effetti mentali. Ecco le proprietà medicinali del THC:
- Antinfiammatorio
- Miorilassante
- Narcotico
- Antinausea e stimolante dell’appetito
- Sonnifero
In base a queste proprietà, ecco le malattie o i disturbi per i quali si fa un uso medico della cannabis ricca di THC:
- Malattie infiammatorie come l’artrite, la rettocolite ulcerosa o il morbo di Crohn
- Dolori e contratture muscolari
- Dolori acuti e dolore cronico
- Trattamenti chemioterapici
- Insonnia e disturbi del sonno
La legislazione europea sulla cannabis terapeutica
A livello europeo non esiste una legislazione sulla cannabis terapeutica. Il dibattito si è svolto a più riprese al Parlamento europeo, senza sfociare in un testo. Nel febbraio 2019, il Parlamento europeo ha peraltro adottato una risoluzione che invitava la Commissione europea e gli Stati membri a far progredire la ricerca sugli usi terapeutici della cannabis. Chiedeva inoltre, in caso di risultati favorevoli, di autorizzarne l’uso per il trattamento di malattie e disturbi. Ma questa risoluzione non aveva alcun carattere vincolante: a oggi, quindi, sono gli stessi Stati membri a disciplinare l’uso della cannabis medica sul proprio territorio.
La posizione dell’OMS sulla cannabis medica
L’ Organizzazione mondiale della sanità si è pronunciata a favore della cannabis medica e ha raccomandato a più riprese alle Nazioni Unite di allentare il controllo sulla marijuana. Una prima volta nel dicembre 2017, quando il Comitato di esperti sulla farmacodipendenza dell’OMS ha redatto un rapporto in cui affermava che «il CBD non crea dipendenza», che «non produce effetti psicoattivi o cardiovascolari» indesiderati, che «non presenta rischi individuali o sociali» e che ha «usi terapeutici promettenti». Il rapporto illustrava anche come diverse ricerche avanzate ne avessero dimostrato l’efficacia contro l’epilessia e stilava un elenco di disturbi per i quali il CBD potrebbe essere utile. Poi, nel febbraio 2019, un comitato di esperti dell’OMS ha redatto un rapporto sulla cannabis affinché la Commissione stupefacenti delle Nazioni Unite potesse valutare la necessità di modificarne la classificazione, e ha raccomandato di spostare la pianta dalla tabella IV della Convenzione unica sugli stupefacenti (1961), che raggruppa le sostanze più pericolose, alla tabella I, soggetta a un controllo minore. La raccomandazione riguardava la cannabis e la sua resina in generale, ma gli esperti precisavano un punto: le preparazioni di CBD dovrebbero sottrarsi al controllo internazionale applicabile alle sostanze incluse nelle convenzioni internazionali sul controllo delle droghe.
La cannabis medica in Spagna
Nel marzo 2021, la cannabis medica in Spagna non era né regolamentata né legale. Centinaia di pazienti ricorrevano a terapie a base di cannabinoidi tramite associazioni di pazienti o cliniche private, ma il Ministero della Salute non prevedeva trattamenti con la cannabis. Questi malati che hanno trovato un rimedio nella cannabis si rifornivano quindi sul mercato nero, senza alcun controllo di qualità, e non sempre utilizzavano i cannabinoidi sotto supervisione medica. Sebbene alcuni partiti politici e l’ Osservatorio spagnolo della cannabis medica abbiano promosso proposte di legge per regolarizzare la cannabis medica in Spagna, il Congresso dei Deputati ha frenato queste iniziative. Aggiornamento: nel dicembre 2020 l’ONU ha tolto la cannabis dalla tabella IV della Convenzione del 1961, e nell’ottobre 2025 la Spagna ha adottato un Real Decreto che disciplina le preparazioni standardizzate di cannabis per uso medico, dispensate nelle farmacie ospedaliere.
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