CBD e trattamento del cancro

Come si utilizzano il CBD e gli altri cannabinoidi nel trattamento del cancro? 

Si parla molto dell’utilizzo del CBD e di altri cannabinoidi nelle terapie contro il cancro, ma non esistono ancora studi clinici che stabiliscano linee guida per l’uso dei cannabinoidi nei trattamenti antitumorali, e nessun Paese li ha integrati nelle terapie mediche contro il cancro.

Esistono tuttavia solidi dati preclinici (studi su modelli animali) e osservazionali che fondano scientificamente l’attività antitumorale dei cannabinoidi. Vediamo che cosa si sa su come il CBD e i cannabinoidi possano frenare gli effetti del cancro.  

Effetti e risultati del trattamento del cancro con il CBD nell’uomo

L’idea che il CBD possa combattere il cancro nell’uomo deriva dai buoni risultati ottenuti negli esperimenti sugli animali, ma gli studi clinici condotti sulle persone restano insufficienti per tradurli nella pratica. Esistono infatti pochissimi studi clinici (meno di una decina) che esaminano il ruolo del CBD come agente antitumorale. 

Il più importante di questi studi è lo studio clinico condotto tra il 2014 e il 2016 su 177 pazienti affetti da glioblastoma (tumore cerebrale), in Romania e nel Regno Unito. Esso combinava il Sativex (medicinale contenente THC e CBD) e la temozolomide con altri farmaci. I medici hanno concluso che il Sativex e il THC da solo hanno determinato un miglioramento significativo del dolore dei pazienti. Le conclusioni riguardavano quindi più il miglioramento della qualità della vita del paziente oncologico, alleviandone il dolore, che il rallentamento dello sviluppo tumorale. 

Il Laboratorio di ricerca su cancro, biologia e cannabinoidi dell’Istituto israeliano di tecnologia (Technion), centro di ricerca sulle applicazioni mediche dei cannabinoidi, menziona anch’esso la possibilità che «i cannabinoidi abbiano effetti antitumorali su diversi tipi di cancro, come il glioma, il cancro al seno o il carcinoma cutaneo, come dimostrato da diversi studi condotti nell’ultimo decennio». Ma, sottolineano, tali effetti sono stati studiati in vitro, e non nell’uomo. 

Come assumere il CBD contro il cancro? 

Non esiste uno schema comune di assunzione del CBD contro il cancro: dipende dai sintomi e dalla costituzione del paziente, nonché dai farmaci che compongono la sua terapia. La posologia e la modalità di assunzione del CBD spettano alla decisione del medico curante e variano a seconda dei casi. 

In ogni caso, quando il cannabidiolo viene utilizzato a fini medici, si impiegano generalmente estratti di questo cannabinoide per poterlo dosare con precisione, e non la pianta di cannabis la cui infiorescenza contiene il CBD. Si garantisce così che il paziente assuma soltanto CBD, e nessun altro principio attivo presente nell’infiorescenza di cannabis.

 Il potenziale antitumorale dei cannabinoidi

Alcuni esperti hanno affermato che alcuni principi attivi della cannabis, come i cannabinoidi THC o CBD, avrebbero un potenziale antitumorale. Si vedano le conclusioni di Guillermo Velasco, dottore in biologia dell’Università Complutense di Madrid, su come i cannabinoidi agiscono contro il cancro. 

Effetti antitumorali del CBD e del THC nei pazienti oncologici

Secondo questo ricercatore, diversi tipi di cancro reagiscono alla somministrazione di cannabinoidi, in particolare al CBD. Diversi studi preclinici sugli animali lo hanno dimostrato: il CBD e il THC possono controllare la crescita tumorale. Possono provocare la morte delle cellule tumorali, possono inibire la vascolarizzazione di un tumore (impedendogli di ricevere nutrienti e ossigeno, e quindi di crescere), e possono ridurre la capacità delle cellule tumorali di migrare verso altri tessuti e di provocare metastasi.

Oggi non vengono utilizzati come trattamento esclusivo, ma a complemento di terapie di comprovata efficacia. Perché «a oggi non si può affermare che i cannabinoidi siano agenti antitumorali efficaci», ha dichiarato Guillermo Velasco durante questa conferenza dell’Osservatorio spagnolo della cannabis medica.  

Effetti palliativi del CBD e del THC nei pazienti oncologici

Gli studi clinici sui cannabinoidi come agenti palliativi sono più numerosi di quelli che li studiano come agenti antitumorali. Come indica l’Istituto nazionale dei tumori degli Stati Uniti, è stato dimostrato che il CBD o il THC potrebbero attenuare i sintomi delle persone affette da cancro; questi cannabinoidi sono considerati soprattutto componenti che contrastano gli effetti negativi della chemioterapia. 

Il CBD e il THC possono attenuare la nausea, la perdita di appetito, i disturbi del sonno o i dolori muscolari tipici dei pazienti sottoposti a chemioterapia. A suo tempo è stato inoltre dimostrato che il THC da solo non distruggeva il tumore, ma prolungava la vita del paziente. Gli scienziati ne hanno dedotto che i cannabinoidi da soli non erano il rimedio ideale, e che la soluzione risiederebbe nella loro associazione con altri farmaci antitumorali. Queste informazioni hanno valore generale e non sostituiscono il parere di un medico.

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