La Comunidad de Madrid ammette che nessuna norma consente ai comuni di sanzionare il consumo o la detenzione di droghe in luogo pubblico

La Comunidad de Madrid riconosce di non aver mai trasferito ai comuni le competenze previste dalla «legge bavaglio». Inoltre, nessuna norma statale attribuisce ai comuni competenza a tal fine, secondo diverse decisioni della giurisdizione amministrativa.

La multa per detenzione e consumo di stupefacenti in luogo pubblico è qualificata come infrazione grave dalla «legge bavaglio» (legge organica 4/2015), con multe da 601 a 30.000 euro. Dall’approvazione di questa legge nel 2015, i comuni non sono competenti a sanzionare il consumo o la detenzione di stupefacenti in luogo pubblico, poiché a tal fine avrebbero dovuto essere abilitati da una norma, come previsto dall’articolo 32.3 della legge stessa.

La Comunidad de Madrid non ha mai trasferito ai comuni le competenze previste dalla «legge bavaglio», come l’amministrazione ha confermato a Soriano & Fernández Abogados.

Alla fine di settembre 2022, la Direzione generale della Sicurezza, della Protezione e della Formazione ci ha confermato con un documento ufficiale che:

 «Non esiste una norma regionale, legislativa o regolamentare, che disciplini il procedimento sanzionatorio in materia di detenzione di stupefacenti in luogo pubblico nel territorio dei comuni di Madrid e di Leganés; la competenza a irrogare sanzioni è stabilita dalla legge organica 4/2015, del 30 marzo, sulla protezione della sicurezza dei cittadini, disposizione che non attribuisce a questa amministrazione la competenza a sanzionare la detenzione di stupefacenti in luogo pubblico.

Non esiste una legislazione regionale specifica che attribuisca agli enti locali della Comunidad de Madrid la competenza prevista dall’articolo 32.3 della legge 4/2015 sulla protezione della sicurezza dei cittadini.»

Nello studio esaminavamo da tempo le competenze delle polizie locali per questo tipo di sanzioni dall’entrata in vigore della «legge bavaglio». Tutto è partito da diversi casi del comune di Yecla, nella Regione di Murcia, in cui sentenze dei tribunali amministrativi di Murcia avevano stabilito che il comune di Yecla non aveva la competenza per materia per istruire e decidere i procedimenti sanzionatori per detenzione o consumo di droghe tossiche, stupefacenti o sostanze psicotrope, in assenza di qualsiasi norma regionale o statale che gli attribuisse tale competenza.

In precedenza, la legge organica 1/1992 sulla protezione della sicurezza dei cittadini, detta «legge Corcuera», attribuiva direttamente ai sindaci la competenza a sanzionare la «detenzione illecita e il consumo pubblico di droghe». Ma nel 2015 la nuova legge sulla sicurezza dei cittadini ha previsto che i comuni potessero irrogare sanzioni «purché competenti in materia ai sensi della legislazione specifica». In altre parole, «la legge bavaglio non prevede questa competenza in modo automatico: i comuni avrebbero dovuto esservi abilitati da una norma, cosa che non è avvenuta; hanno quindi continuato a sanzionare ritenendosi competenti, come con la vecchia legge, ponendosi così nell’illegalità». 

La nostra indagine riguarda il caso della Comunidad de Madrid, ma ciò non significa che lo stesso errore nel trasferimento delle competenze non si verifichi nei comuni di altre comunità autonome: stiamo proseguendo le nostre ricerche.

Quali comuni sono interessati?

Questa situazione riguarderebbe tutte le sanzioni irrogate sulla base della «legge bavaglio» dai comuni della Comunidad de Madrid, con la possibile eccezione del comune di Madrid (capitale), la cui competenza ci lascia dei dubbi. Esiste infatti per la città di Madrid una legge statale che si applica solo ad essa: la legge 22/2006, del 4 luglio, sullo statuto di capitale e il regime speciale di Madrid. Questa legge attribuisce alla capitale alcune competenze in materia di sicurezza dei cittadini; riteniamo che non lo faccia per questa specifica questione, ma la sua formulazione ambigua non ci consente di affermarlo categoricamente. Continuiamo a richiedere informazioni al riguardo.

Come impugnare le multe

Chiunque sia stato sanzionato illegittimamente da un agente di polizia municipale in un comune della regione di Madrid (fatto salvo il dubbio relativo alla città di Madrid) può chiedere che l’atto sia dichiarato nullo e che gli sia restituito l’importo della multa. Se la nullità viene negata, occorrerà adire la giurisdizione amministrativa.

La soluzione più giusta sarebbe tuttavia che i sindaci riconoscessero di non essere competenti a sanzionare e, per equità, rimborsassero tutte le multe riscosse dalle persone sanzionate ingiustamente e in palese violazione delle regole di competenza. Questa soluzione politica sarebbe molto più equa, perché tutte le persone sanzionate potrebbero così recuperare il denaro riscosso a titolo di una sanzione illegittima, e non solo quelle che ne vengono a conoscenza e possono chiedere la nullità della sanzione.

Inoltre, le conseguenze di questa nullità possono andare ben oltre la multa irrogata, poiché la recidiva in materia di detenzione di stupefacenti aggrava le multe, e queste sanzioni possono aver comportato altre conseguenze oltre al loro semplice importo. Se una sanzione è nulla ma la stessa persona è stata poi nuovamente sanzionata e iscritta nel registro dei trasgressori istituito dalla «legge bavaglio», la seconda multa, maggiorata per recidiva, non dovrebbe subire tale aggravio. Lo stesso vale esattamente per i pignoramenti di conti bancari o di stipendi, o persino per i pignoramenti di beni per multe non pagate.

Se pensi di essere interessato o desideri maggiori informazioni, contattaci.

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