Possibile divieto dell’HHC: l’AEMPS e la sua crociata contro i cannabinoidi non controllati

Il Ministero della Salute spagnolo, tramite l’Agenzia spagnola dei medicinali e dei prodotti sanitari (AEMPS), ha avviato una consultazione pubblica preliminare in vista della modifica del Real Decreto 2829/1977, che disciplina le sostanze e i preparati psicotropi e impone misure di controllo e sanzioni penali. La modifica proposta prevede l’inserimento di nuove sostanze negli elenchi di controllo, in particolare diversi cannabinoidi non ancora controllati e altri composti psicoattivi. Questa strategia dell’AEMPS per controllare le sostanze emergenti sul mercato solleva una questione essenziale:

Il controllo è lo strumento più adatto per affrontare questo problema?

Un periodo di consultazione problematico: in pieno periodo natalizio

La consultazione pubblica si è aperta il 20 dicembre 2024 e si chiuderà il 7 gennaio 2025, coincidendo quasi interamente con le festività di fine anno. Questo calendario rende difficile la partecipazione delle piccole imprese, delle organizzazioni dei consumatori e degli altri soggetti interessati, che dispongono a malapena del tempo necessario per analizzare la proposta e formulare contributi significativi. Lungi dal favorire la trasparenza e il dialogo, il momento scelto suggerisce la volontà di far passare la misura quasi senza che l’opinione pubblica se ne accorga, limitando così l’impatto del parere dei cittadini.

Il contenuto della consultazione pubblica

Secondo il testo ufficiale, l’iniziativa mira ad aggiungere nuove sostanze all’allegato I del Real Decreto 2829/1977, in conformità con gli impegni assunti nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971. Queste sostanze sono state sottoposte a controllo internazionale per decisione della Commissione stupefacenti dell’ONU.

Gli obiettivi dell’aggiornamento sono:

  • Prevenire il traffico illecito e il consumo di nuove sostanze psicoattive.
  • Tutelare la salute pubblica dai rischi associati.
  • Adeguare la normativa nazionale agli standard internazionali.

La consultazione pubblica precisa inoltre:

  • Contesto della norma: la necessità di rispettare gli obblighi internazionali.
  • Problemi da risolvere: contrastare il traffico illecito e migliorare il controllo.
  • Obiettivi della norma: tutelare la salute pubblica controllando nuove sostanze.
  • Soluzioni alternative: non è prevista alcuna regolamentazione diversa dal controllo.

È preoccupante che non venga proposta alcuna alternativa al divieto. Questa assenza di opzioni lascia pensare a una mera formalità e conferma l’impressione che la data scelta miri a ridurre la partecipazione e a legittimare decisioni già prese.

L’elenco delle sostanze proposte

La consultazione pubblica comprende un’ampia varietà di composti che l’AEMPS intende aggiungere agli elenchi delle sostanze controllate. Vi figurano in particolare cannabinoidi di sintesi commercializzati approfittando di un vuoto normativo, nonché altre sostanze psicoattive con uno status simile comparse sul mercato internazionale.

Cannabinoidi non controllati

  • Esaidrocannabinolo (HHC)
  • Acetato di esaidrocannabinolo (HHC-O)
  • Esaidrocannabiforolo (HHCP)
  • Acetato di esaidrocannabiforolo (HHCP-O)
  • Delta-8-tetraidrocannabiforolo (delta-8-THCP)
  • Tetraidrocannabiforolo (delta-9-THCP)
  • Acetato di tetraidrocannabiforolo (THCP-O)
  • Acetato di tetraidrocannabinolo (THC-O)
  • Delta-8-tetraidrocannabinolo-C8 (delta-8-THC-C8)
  • Delta-9-tetraidrocannabinolo-C8 (delta-9-THC-C8)
  • Idrocannabidiolo (H4-CBD)
  • Acido tetraidrocannabinolico (delta-9-THCA)

Altre sostanze psicoattive

  • Dipentilone (bk-DMBDP)
  • 2-fluorodeschloroketamina (2-FDCK)
  • Bromazolam

Impatto sul settore del CBD e sulla vendita online

L’inserimento di cannabinoidi come l’HHC e i suoi derivati negli elenchi delle sostanze controllate colpirà direttamente i negozi di CBD e le piattaforme di vendita online, che finora operavano in un vuoto normativo. Se fosse adottata, la misura esporrebbe queste imprese a notevoli rischi penali. Oltre a limitare l’offerta, criminalizzerebbe l’attività di piccoli commercianti e distributori che hanno investito nello sviluppo di un mercato legale e accessibile. Migliaia di posti di lavoro sarebbero così minacciati e i consumatori verrebbero privati di un accesso regolamentato a prodotti molto richiesti.

Il controllo è la soluzione?

L’approccio proibizionista crea un ciclo di controllo che ignora le radici del problema. Invece di scomparire dal mercato, queste sostanze passano nell’illegalità, dove:

  • Non esistono standard né di qualità né di sicurezza.
  • I consumatori sono maggiormente esposti ai rischi.
  • Il mercato nero prospera senza controllo.

Una strategia reattiva e superata

L’AEMPS e il Ministero della Salute presentano queste misure come essenziali per tutelare la salute pubblica. Eppure il modello proibizionista avvantaggia soprattutto:

  • Le grandi aziende farmaceutiche, che concentrano il mercato delle sostanze regolamentate.
  • I laboratori chimici, incentivati economicamente a creare nuove varianti non controllate.

Nel frattempo, i consumatori e i piccoli imprenditori restano senza tutela di fronte a una normativa confusa e restrittiva.

Quali alternative?

Un modello di regolamentazione integrale sarebbe più efficace per affrontare questo problema. Invece di inseguire ogni nuova sostanza, si potrebbe:

  • Fissare standard di qualità e di sicurezza per tutte le sostanze psicoattive.
  • Incentivare la ricerca scientifica per comprenderne meglio gli effetti.
  • Disciplinare la produzione e la distribuzione in un quadro giuridico chiaro.
  • Contrastare il mercato nero offrendo prodotti legali e controllati.

Il ciclo senza fine: nuovi divieti, nuove sostanze

Dopo ogni divieto compaiono nuovi cannabinoidi e composti psicoattivi non inclusi negli elenchi, perpetuando il ciclo del controllo. Questo fenomeno dimostra che la strategia proibizionista, lungi dal risolvere il problema, lo aggrava, spingendo le sostanze nella clandestinità e lasciando i consumatori senza tutela.

Regolamentare, non vietare

La consultazione pubblica dell’AEMPS dimostra ancora una volta l’urgenza di cambiare paradigma. Il divieto non fa scomparire queste sostanze e non risolve i problemi a esse legati; si limita a spostare il rischio verso l’illegalità. Adottare un modello normativo moderno, trasparente e adeguato alla realtà consentirebbe di tutelare la salute dei consumatori, preservare i piccoli commercianti e contrastare più efficacemente il mercato nero. Finché non si procederà in questa direzione, l’elenco delle sostanze controllate continuerà ad allungarsi senza che i problemi di fondo vengano risolti. La strategia attuale, incentrata sul controllo, contribuisce poco a una soluzione reale. È ora di puntare su una regolamentazione integrale che tenga conto della complessità del fenomeno e tuteli al tempo stesso la salute pubblica e la libera concorrenza. In definitiva, la comparsa e la crescente popolarità di questi cannabinoidi non controllati non sono altro che una reazione diretta al divieto assurdo e ingiustificato della cannabis. Chiudendo le vie legali di accesso e di regolarizzazione della pianta e dei suoi derivati, si favorisce lo sviluppo di nuove formule che, lungi dallo scomparire dal mercato, finiscono per proliferare nella clandestinità.

 

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